Il tabacco non scompare: cambia tecnologia, cambia contesto
di Redazione
12/03/2026
Per molto tempo, forse troppo, il fumo è riuscito a barricarsi, a rimanere uno dei pochi territori totalmente impermeabili al cambiamento. Tutto intorno accelerava, cambiava, conquistava cuori fondamentalmente conservatori. Ma non nel fumo. La sigaretta è rimasta lì, difesa e capace di difendersi, anche perché le alternative non erano molte.
Poi, all'improvviso, il cambiamento. Un cambiamento privo di rumori e di grandi proclami, che si è inserito nella vita di tanti fumatori con naturalezza. Di tecnologia ce n'è tanta - questa volta però davvero al servizio di chi vuole fumare. Tra questi, c’è il nuovo dispositivo per il riscaldamento del tabacco di Ploom, nato con obiettivi molto ambiziosi.
Ploom è un prodotto destinato esclusivamente a consumatori adulti e non è privo di rischi per la salute. È previsto l’uso di stick contenenti nicotina, una sostanza che crea dipendenza.
È una soluzione che non nasce per negare il piacere del fumo, per costringere il fumatore abituale a gesti innaturali. È una soluzione che nasce per ridisegnare i margini pratici del gesto del fumare.
Lì, dove prima c'erano fiamma e cenere, là c'è ora una gestione della temperatura dall'esterno. Il tabacco non brucia, ma piuttosto viene accompagnato a una temperatura precisa che ne libera il gusto, il tutto senza combustione.
Senza combustione non significa che il prodotto sia privo di rischi per la salute. Ploom è un prodotto destinato esclusivamente a consumatori adulti e non è privo di rischi. È previsto l’uso di stick contenenti nicotina, una sostanza che crea dipendenza.
Un cambiamento tanto tecnologico quanto culturale
Il cambiamento è netto e va ben oltre la pur interessante tecnologia. Partiremo però da quest'ultima, per capire quanto si è fatto, perché lo si è fatto e perché possiamo parlare di vera rivoluzione.
La parola d'ordine è continuità. Continuità nel gesto, nel gusto, nella gestualità e nei tempi. Bastano infatti solo 25 secondi per essere pronti, si hanno 5 minuti di tiri ininterrotti e si può utilizzare in modo completo il dispositivo per 20 volte prima che si abbia bisogno di una ricarica (secondo quanto indicato dalla casa produttrice).
La tecnologia riduce l'attesa a pochi secondi, scandisce la durata dell'utilizzo senza che il quanto e il quando diventino un pensiero fisso, restituisce una precisione che la sigaretta tradizionale non ha mai avuto, facendo forse anche di più.
Poi c'è l'aspetto forse più delicato: l'abitudine. La sigaretta è uno dei riti più radicati che esistano al mondo. È gesto, postura, sequenza. Interromperla bruscamente non è semplice, e spesso non è nemmeno ciò che il fumatore ricerca. Le nuove tecnologie lo hanno capito tardi, ma oggi in modo più chiaro: non si sostituisce un rito chiedendo di cancellarlo. Lo si accompagna, lo si devia, lo si trasforma dall'interno.
E cambia un po' tutto il linguaggio. Si accende sì, ma un dispositivo privo di combustione. Non si tira fino al filtro, ma si sceglie più liberamente quanto fumare. La batteria sostituisce il pacchetto nel ricordarci che abbiamo fumato per la giornata.
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