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Un secondo cuore addominale, per salvare la vita

mer 17 novembre 2010 • Categoria: Innovazione


Un secondo cuore addominale, per salvare la vitaL’arresto cardiaco può essere fatale e purtroppo costa la vita a circa 700000 ricoverati all’anno nella sola Europa ed a 500000 degenti negli Stati Uniti. La pericolosità dell’arresto cardiaco è dovuto, secondo gli esperti, al carente afflusso sanguigno a tutti i tessuti corporei, che può provocare decesso oppure danni all’encefalo di notevole entità.

Per ovviare alla mancanza circolatoria, si cerca di sopperire con una stimolazione esterna, operando la pratica del massaggio cardiaco, con il quale si forza il sangue a muoversi vero le zone periferiche dell’organismo.

Il massaggio cardiaco però non sempre garantisce i risultati sperati, o perché non viene eseguito correttamente oppure perché la pressione positiva introdotta dall’uso di ventilatori polmonari si contrappone eccessivamente al flusso sanguigno.

Si verificano quindi situazioni in cui il massaggio cardiaco non è in grado di garantire quella quantità di sangue circolante sufficiente alla sopravvivenza.

Oggi, però, si apre una nuova strada nel trattamento di rianimazione dagli arresti cardiaci, grazie ai ricercatori dei laboratori del Politecnico di Milano.

Infatti, i bioingegneri del noto ateneo meneghino hanno messo a punto una nuova apparrechiatura che è in grado di effettuare una stimolazione al così detto secondo cuore addominale, evitando così morte o danni celebrali ai pazienti colpiti d’arresto cardiaco.

Per scoprire come funziona il secondo cuore addominale ed il dispositivo progettato nella capitale economica d’Italia, superate il salto con un clic…



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