Telecom Italia: router eco-compatibile
mer 04 maggio 2011 • Categoria: Ambiente&Tecnologia
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I cronotermostati digitali possono essere già di per sé considerati un'incredibile evoluzione, rispetto ai sistemi di controllo della temperatura ambientale tradizionali: infatti, conoscendo le abitudini di chi abita la casa è possibile pianificare in modo abbastanza preciso la tempistica di accensione del riscaldamento, per garantire sempre un ambiente confortevole, risparmiando quando i locali non necessitano di essere riscaldati.
Alcuni modelli di cronotermostati sono però difficili da impostare, sia per la presenza di un display piccolo, sia per la scarsità di tasti funzione a disposizione dell'utente, facendogli perdere così anche molto tempo, prima di riuscire a configurare l’unità secondo le proprie preferenze.
Per ovviare a questo problema, è possibile ricorrere ad un termostato Wi-Fi, come quelli prodotti da Radio Thermostat, in grado di interfacciarsi con il router di casa o dell’ufficio e che possono essere controllati tramite l’uso del pc, di un’iPhone, di un dispositivo mobile Android e di qualsiasi device in grado di collegarsi ad Internet.

Tutti gli altri dettagli, subito dopo il salto...
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Secondo alcune stime, entro il 2040 circa i due terzi della popolazione mondiale abiterà nelle città o nelle aree immediatamente limitrofe.
Questo dato è alquanto sconcertante, soprattutto se si pensa che con un numero così elevato di persone concentrate in un agglomerato urbano, tutti i servizi peggioreranno in modo preoccupante, aumentando notevolmente i problemi legati alla vivibilità delle città stesse.
Se si pensa ad alcune città del Nord Italia, si comprende immediatamente quello che si vuole affermare: ad esempio in Milano ed hinterland diventa praticamente impossibile guidare negli orari di punta mattutini e serali. Le tangenziali diventano in alcune occasioni peggio della Salerno-Reggio Calabria d'estate ed il traffico sembra non aver limite. Milano non è però l'unico esempio, ma esistono molti altri centri urbani come Roma e Napoli che sicuramente non sono da meno.
Pensare che queste città diventeranno ancora più grandi e ospiteranno ancora altre persone con esigenze di mobilità, fa capire come spsotarsi da un punto A ad un punto B di diversi quartieri possa diventare davvero difficoltoso e problematico, a meno che nel 2040 non vi sarà a disposizione il teletrasporto.

Al di là del teletrasporto, in realtà sarebbe necessaria una ri-organizzazione delle città ed una milgiore pianificazione urbana.
A tal proposito, il gruppo Forum for the Future ha collaborato con aziende come Vodafone e GM per considerare ciò che il futuro potrebbe implicare per il trasporto e la vita urbana. Da questa collaborazione sono nati quattro video-concept per esplorare i possibili scenari di mobilità urbana nel 2040.
Potrete visionare i video subito dopo il salto...
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Il futuro è adesso.
Questo è il motto con cui gli IBM Labs presentano le tecnolgie che invaderanno le nostre vite entro i prossimi cinque anni.
Il quadro disegnato dalla nota multinazionale non prevede solo piccole evoluzioni tecniche ai prodotti già disponibili, ma riporta vere novità tecnologiche, che dovrebbero invadere i mercati mondiali, così come il cellulare divenne un oggetto d'uso comune nella metà degli anni 90, perdendo quella patina di status symbol di cui aveva goduto fino ad allora.
Queste previsioni così futuristiche sono in realtà elaborate da Big Blue sulla scorta delle tecnologie emergenti dalle linee di ricerca condotte all'interno dei loro laboratori aziendali di tutto il mondo e sulla base dei trend tecnologici verso i quali il mondo si muove.
Insomma, IBM dice che in meno di cinque anni si potranno avere, tra le altre novità, batterie alimentate ad aria, comunicazioni olografiche in 3D e server che riscalderanno gli ambienti di lavoro.
Curiosi? Superate il salto e potrete vedere il video di cosa ci possa preservare il futuro!
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Proprio poche ore fa è stata avviata in Giappone la produzione dell’auto elettrica Nissan Leaf e contemporaneamente balza nei blog internazionali un’interessante concept ad opera del designer messicano Ivan Vela.
Il prodotto futuristico immaginato da Vela consiste in due coppie di copricerchi chiamati Green Spinners, in grado di aumentare l’autonomia delle automobili elettriche o di tagliare i costi della bolletta elettrica in casa.
Come? Scopritelo subito dopo il salto…
>>Continua a leggere "Auto elettrica: non fermati a ricaricare, usa le ruote!"
Avete mai pensato che un qualsiasi mezzo di locomozione come un’automobile od un quad possano funzionare a legna? Bene, se voi non lo avete mai immaginato, esiste chi lo ha addirittura progettato e costruito.
Infatti, la Precer Group, un’azienda svedese operante nel settore dei veicoli ad energia alternativa proveniente dalle biomasse, ha presentato Bioracer, il suo ATV (all-terrain vehicle) che funziona a pellets.

Ebbene, si: i pellets, oltre ad essere utilizzate nelle stufe degli appartamenti, potrebbero presto giungere anche nei motori delle auto elettriche.
Stupiti? Volete saperne di più? Fate subito jump oltre il salto e continuate la lettura…
Uno dei problemi di cui più si discute negli ultimi anni è la probabile carenza futura di acque dolci e potabili a cui l’umanità sta andando incontro.
Infatti, molti economisti e sociologi sostengono che nei prossimi decenni la penuria di acqua destinata agli usi umani potrebbe portare ad un’impennata dei costi, a tal punto che l’acqua potrebbe diventare il futuro oro nero, sulla cui mancanza si potrebbero combattere anche guerre intestine, come in passato è già accaduto per il petrolio.
Molte associazioni internazionali e studiosi sono già all’opera per evitare che queste visioni apocalittiche possano tramutarsi in realtà e da queste consapevolezze sono nate negli ultimi anni dei movimenti di sensibilizzazione destinati ai cittadini dei paesi industrializzati, per educarli ad un corretto risparmio idrico.
Si chiede dunque a tutti un minimo di impegno, limitando il tempo trascorso in doccia con l’acqua corrente, limitando le lavatrici, chiudendo i rubinetti mentre si insaponano le mani e via discorrendo.
C’è chi però ha notato che molto spesso lo spreco dell’acqua deriva non solo dalle cattive abitudini delle persone, ma anche da uno stato indecente nel quale versano gli acquedotti delle città del mondo.
Si rende dunque necessaria una ristrutturazione delle strutture idriche, in modo da ottimizzare già a monte il problema degli sprechi.
Molti studiosi si sono chiesti se l’informatica e le tecnologie in generale potessero aiutare le amministrazioni a migliorare la gestione degli acquedotti civici. La risposta che si è ottenuta è i2O, una rete intelligente per il controllo dei sistemi acquiferi, che ha già permesso un risparmio medio di circa 50 mila litri di acqua al giorno, nella dozzina di città britanniche nelle quali i2O è già stato installato.
Come funziona i2O? Per scoprirlo è sufficiente superare il salto…
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Ottenere biodiesel dalle alghe è possibile: è un argomento recente, ma comunque di cui si è parlato spesso negli ultimi due anni. Anche Bill Gates nel 2008 si era interessato alla questione e molte piccole startup e centri di ricerca universitari si erano concentrati sull’estrazione di un carburante biologico che potesse soppiantare quello derivante dai combustibili fossili.
Eppure fino ad ora non si è saputo nulla di concreto, fino ad oggi, quando a sorpresa la Ford, una delle più famose case automobilistiche mondiali, ha emesso un comunicato stampa, confermando il pieno coinvolgimento dei propri centri di ricerca su progetti di trasmutazione delle alghe in biocarburante.
L’interesse di un’azienda così imponente nell’ambito dei biocarburanti potrebbe essere conseguenza del Green Jobs Act 2010 americano approvato dall’House of Representative all’inizio di quest’anno, che prevede agevolazioni fiscali per le bioraffinerie che lavorano con le alghe.
Comunque, la società ha annunciato i loro piani di ricerca sulle alghe come fonte di energia, in quanto queste piante “hanno alcune caratteristiche che le rendono molto adatte ad essere usate come materia prima per i biocarburanti e la Ford vuole dare il suo contributo, profondendo tutti gli sforzi necessari per portare ad una valida applicazione su scala commerciale di questa tecnologia", come riferisce Sherry Mueller, ricercatrice presso la Ford Motor Company.
Ma le alghe sono davvero la migliore fonte di biodiesel? La risposta subito dopo il salto…
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La notizia non è nuova, ma in redazione crediamo non abbia avuto la dovuta attenzione e per questo che abbiamo deciso di riproporvela.
Chi ha avuto il piacere di visitare o di tenersi informato sulla mostra-evento TAPIA expo, che si tiene presso il museo dell’industria tecnologica avanzata TAPIA di Tokyo, riaperto recentemente al pubblico, ha sentito sicuramente parlare di un uomo, Akinori Ito, dipendente della giapponese Blest, che ha messo in bella mostra una macchina sensazionale, inventata qualche anno fa.
Si tratta di un’idea brillante trasformata in realtà grazie agli sforzi di Akinori Ito.
Come racconta lui stesso, la sua ossessione era di poter vivere in strade e giardini pubblici puliti, come quando era bambino ed ha così deciso di dare una mano all’ambiente, cercando una soluzione ottimale per lo smaltimento dei rifiuti plastici, che sempre di più invadono le nostre città.
Ha iniziato così a pensare alla provenienza della plastica, concludendo che, se la plastica viene prodotta dal petrolio, sicuramente è possibile ottenere petrolio dalla plastica.
Seguendo questa teoria, ha inventato la Magix Box, una macchina in grado di trasformare un kilogrammo di plastica in un litro di petrolio, pronto per essere utilizzato nei processi di raffinazione, per ottenere dunque benzina, diesel e kerosene.
Se siete curiosi di scoprire come funziona, fate jump dopo il salto e godetevi il filmato pubblicato…
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