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Gli occhiali che svelano i pensieri...

mer 06 luglio 2011 • Categoria: Innovazione


Vi siete mai chiesti cosa pensano o provano le persone mentre state parlando? Magari vi è pure capitato di aver colto nelle loro espressioni una sensazione di smarrimento, di noia, di interesse o qualsiasi altro sentimento che comunque a parole non vi hanno mai espresso.

A volte, invece, avreste voluto proprio sapere cosa pensassero in quel determinato momento, per confermare o smentire alcune sensazioni riguardo ai loro atteggiamenti.

Inoltre, sarebbe proprio interessante avere una prova palese che vi stiano dicendo qualche bugia.

Gli occhiali che svelano i pensieri...

Certo, leggere la mente delle persone non è possibile, ma ci sono due ricercatrici che scommettono sulla possibilità di scrutare le emozioni delle persone, rendendole palesi, tramite un semplice paio di occhiali.

Fantascienza?


No! Si tratta degli studi portati avanti da Gli occhiali che svelano i pensieri...Rosalind Picard del MIT, ingegnere elettronico, e da Rana el Kaliouby dell'Università di Cambridge, che insiemeGli occhiali che svelano i pensieri... lavorano per questo gadget in grado di leggere lo stato emotivo delle persone.

All'interno degli occhiali, di cui è già stato realizzato un prototipo funzionante, sarebbe contenuta una minuscola webcam, capace di analizzare i tratti somatici delle persone che si stanno osservando. Dai cambiamenti delle espressioni del volto, un computer integrato sarebbe capace di analizzare lo stato della persona, interpretando, anche dai minimi movimenti, cosa stiano provando in quel dato istante.

Una luce LED integrata informerebbe poi l'utente dei sentimenti dell'interlocutore: rosso, nel caso vi siano feedback negativi, verde, per sentimenti di tipo positivo.

Il lavoro del processore sarebbe poi facilitato dalla raccolta dei dati provenienti da un microfono, capace di captare le variazioni significative nei suoni e nella tonalità della voce di chi ci sta di fronte.

Tutti i segnali verrebbero quindi amplificati ed elaborati grazie ad un software di riconoscimento integrato nell'elettronica del dispositivo.

Durante le prove, il software avrebbe riconosciuto il 64% delle espressioni sottoposte.

Su questo risultato, le due ricercatrici hanno costituito una società in Massachussets chiamata Affectiva, con il quale commercializzano il software di riconoscimento delle espressioni.

Ai loro algoritmi sarebbero interessate anche alcune società giapponesi, che vorrebbero distinguire le differenti tipologie di sorriso sui volti delle persone, per differenziare il sorriso di gioia, da quello di frustazione, da quello ancora di imbarazzo.

Insomma, in futuro ogni nostra espressione verrà analizzata con attenzione dalle macchine? Se dovesse essere così, non vi sarà certo più privacy per nessuno.

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