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L'Italia sul podio per i malware

gio 07 aprile 2011 • Categoria: Curiosità


Ah l'Italia, paese di santi, poeti, navigatori e...spammer! Finalmente il BelPaese è riuscito a scalare la vetta di una classifica tecnologica, peccato che in realtà si tratti della classifica sbagliata, in quanto giunge sì in terza posizione, ma nella hitparade dei produttori di attività malevoli come spam, phishing, malware, botnet ed attacchi Web-based per la regione Emea.

Incredibile: un paese che, diciamocela tutta, non è poi così sviluppato dal punto di vista tecnologico, soprattutto se confrontato con Svezia, Francia e Germania, un paese che viaggia male sulle sue linee di connessione in rame, un paese dove il digital divide non solo divide ma categorizza i cittadini in italiani di serie A ed in italiani di serie B, in realtà è al terzo posto dopo Regno Unito e Germania e davanti alla Russia per attività informatiche fraudolente, con un peso del 4% sul totale delle attività di attacco mondiali.

L'Italia sul podio per i malware

Con uno scope sull'intera classifica mondiale, questo 4% ci porta ad essere solo settimi.


Questi dati sono forniti dall'Internet Security Threat Report di Symantec, presentato proprio ieri alla stampa da Antonio Forzieri, Emea Security Solution Architect della società californiana.

Ma questo non è tutto: anche una nostra città ha guadagnato un interessante primato.

Per scoprire di quale città stiamo parlando e quale primato ha acquisito, superate al volo il salto e continuate la lettura...



Come dicevamo, non solo l'Italia si è conquistata tre posizioni in più rispetto all'edizione precedente del rapporto Symantec, ma offre anche una sua città, Roma, come la quinta metropoli al mondo per percentuale di pc infetti, utilizzati come veicolo di attività malevole e controllati in remoto da chi effettua attacchi informatici.

Per parlare in cifre, l'Italia è capace di generare da sola il 3% di tutto lo spam mondiale, percentuale che sale fino al 5% se si considera la sola regione Emea. Il 30% degli attacchi che partono dal BelPaese sono rivolti ai cittadini ed alle aziende della stessa Penisola, mentre il restante 70% prende le vie digitali per l'estero.

L'Italia sul podio per i malware


Insomma, l'Italia risulta una base fondamentale per le attività di terrorismo informatico e non stupisce se, oltre a Roma, nella classifica delle città con alti tassi di computer infetti ci siano Milano, Cagliari, Arezzo e Perugia. Alcuni di questi nomi sono specificamente legati alla presenza di sedi di alcuni importanti provider.

Perchè preoccuparsi quindi di problemi di connettività, di arretratezza tecnologica, della scarsa diffusione della cultura informatica, quando si è medaglia di bronzo di spamming?

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