Quando una centrale elettrica diventa un'attrazione per surfisti
lun 04 aprile 2011 • Categoria: CuriositàA Milano non c'è il mare e questo è un dato di fatto.
Eppure, nei week-end primaverili ed estivi, i surfisti di mezza Italia si riuniscono a Turbigo, un comune della provincia meneghina.
Subito verrebbe da chiedersi: cosa fanno così tanti surfisti in una città dove non c'è il mare?
La risposta è sconcertante: si allenano.

E non in un'infrastruttura dedicata, dove vengono generate onde alte chissà quanti metri, ma in una centrale termoelettrica EdiPower.
Incredibile? No, al contrario.
Superate al volo il salto per scoprire con un video, come si allenano questi appassionati di surf.
Ebbene, come si diceva poc'anzi, a Turbigo c'è una centrale termoelettrica Edipower - gruppo Edison.
Alle spalle di questa centrale nei fine settimana c'è la fila di surfisti che non vedono l'ora di cavalcare le onde della centrale e vi è una calca tale che gli appassionati devono fare i turni per praticare il proprio sport preferito.
In pratica, la centrale usa come acque di raffreddamento quelle presenti nel Naviglio, il canale che porta i flussi del Ticino fino a dentro Milano.
La centrale preleva l'acqua di raffreddamento e la re-immette, un po' più calda, nel Naviglio.
Questo processo genera un'onda statica, ossia un'onda continua che non si sposta.
La più conosciuta è in Germania, sul fiume Eisbach, ma in Italia, a Turbigo quest'onda è così elettrizzante da divenire meta di gran parte dei surfisti italiani, che raggiungono la centrale milanese per divertimento o per addestramento.




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