Hi-tech? E' il re degli imballaggi inutili
Scritto da • lun 17 agosto 2009 • Categoria: Ambiente&Tecnologia
Esperienza sul campo. "Ulisse" Perusin descrive la propria "Odissea"
E’ questo il risultato emerso da “No Pack”, il concorso fotografico di Legambiente e Dnews che dal 12 novembre al 15 dicembre ha raccolto gli scatti di denuncia dei partecipanti sui prodotti commerciali dal packaging eccessivo.
Ad aggiudicarsi il primo premio è stata una lettrice che ha inviato la foto della Christmas Box di Sky, la tessera di richiesta attivazione per l’abbonamento di 3 mesi, composta da ben 2 scatole in cartone inserite una dentro l’altra, della grandezza di cm 24 x 11 x 28,5 , nelle quali è contenuto un ulteriore supporto in cartone.
A realizzare lo scatto vincitore è stata Mary Monzani di Filago (Bg) che si è aggiudicata la Ricicletta, bici in alluminio riciclato messa in palio dalla CiAl.
Dalle immagini ricevute risulta evidente che sono proprio i prodotti Hi-Tech i veri vincitori in negativo di “No Pack” con tesserine, chip, schede di attivazione o espansioni di memoria - tutti strumenti piccolissimi - avvolti da imballaggi enormi ed assolutamente inutili.
A colpire l’attenzione di molti partecipanti al concorso sono state infatti le chiavette Usb o le schede di memoria contenute in confezioni diaboliche, tra le quali spicca il modello della Kentron che ha ottenuto moltissime segnalazioni.

Foto vincitrice del concorso No Pack 2008
A confermare l’aumento dei rifiuti “da pacco” anche gli ultimi dati Ispra (ex Apat) secondo cui dal 2000 al 2006 si è registrato un aumento del 9% degli imballaggi immessi al consumo, che sono passati da 11,2 milioni di tonnellate a 12,2.
Solo in Italia nel 2006 la quantità di imballaggi immessi al consumo è stata di 12,2 milioni di tonnellate, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Grazie all’operato del Conai e dei Consorzi di filiera, il 66% di questi è stato avviato a recupero e il 55,5% a riciclo, ma è evidente che è necessario fare uno sforzo per contenere la loro produzione partendo dagli imballaggi inutili.
Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente striglia e frusta l'industria del packaging:
Per imboccare la strada della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario, infatti, diminuirne innanzitutto la produzione, secondo il principio della prima delle 4 R indicate dalla Comunità Europea; Riduzione innanzitutto quindi, e poi Riutilizzo, Riciclo, Recupero.
Ecco perché Legambiente continuerà la sua attività di sensibilizzazione in questo senso, rilanciando anche in futuro il concorso “No Pack” e promuovendo anche tavoli istituzionali di confronto con gli operatori della distribuzione.
Via| 100ambiente.it
Tags: ambiente, ambiente&tecnologia






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4 Commenti
Quelle rare volte che vado a mangiare in un fast-food (appartenente alla catena più conosciuta) mi domando, invece, che fine faranno l'involucro di polistirolo e la carta oleata che custodiscono il mio cibo e non posso fare a meno di pensare che un inceneritore per funzionare a regime e risultare economicamente remunerativo ha necessariamente bisogno che si aumenti la quantità prodotta di rifiuto (anche e soprattutto da imballo).
Sic transit
'..molti degli imballaggi di alcuni hi-tech è possibile almeno che si tratta di custodie di cartone, materiale completamente riciclabile. ..'
Ok, ma anche la raccolta, riciclo e riutilizzo hanno un costo che la collettività alla fine paga. Anche da queste cose si deve iniziare a risparmiare, con custodie piu' sobrie. Naturalmente il discorso non riguarda solo gli oggetti hi-tech.
Per quel che riguarda i fast food, purtroppo pero' come vuoi che te lo diano il panino, in mano? Forse basterebbe la carta ad avvolgerlo, ma credo che lo mettano anche nel contenitore di polistirolo per mantenerlo piu' caldo. Magari potrebbero chiedere al cliente se lo vuole o no. Diciamo che trovo piu' utili questi involucri, proporzionati poi all'oggetto che custodiscono che quelli dalla card di sky.
Ciao
In questi casi oltre allo spreco di materiale c'è un eccesso di stupidità e un tentativo di ragranellare soldi con un metodo che è possibile chiamare "valore disgiunto". Sono convinto che un imballaggio del genere per un oggetto da 4/5 Euro incida sul prezzo di un buon 15/20%.
Per impedire certe prese per i fondelli ai danni dei consumatori e dell'ambiente, ci vorrebbero direttive serie da parte di quel migliaio di persone che si chiamano "onorevoli" ma che meglio si possono chiamare con migliaia di altri appellativi.
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