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Domini internet. ICANN propone la totale liberalizzazione

lun 30 giugno 2008 • Categoria: On-Line


E' troppo presto per prevedere cosa possa succedere. Ma la scelta dell'ICANN di liberalizzare i domini internet sembra essere un vero fulmine a ciel sereno.
Entro la fine del 2009 (sempre che poi venga approvata definitivamente la proposta dal board esecutivo dell'ICANN) chiunque potrà registrare qualsiasi Top Level Domain, mandando praticamente in pensione i 21 tradizionalmente utilizzati fino ad oggi (oltre a quelli geografici). Tuttavia, questa opzione ha un "congruo" risvolto della medaglia. Questa libera scelta potrebbe costare fino a 100.000 dollari.


Quindi calmiamo subito i bollenti spiriti. Non preparatevi a dar vita alle idee più incredibili, a meno che non abbiate un bel gruzzolo che vi avanzi.
Per capire meglio cosa questo significhi nella pratica, è come se FIAT decidesse di registrare il proprio TLD (.fiat), oppure BMW (.bmw) decidendo poi al proprio interno qualsiasi derivazione. Vale ovviamente anche per le città (.paris, .roma) o per le nazioni (.italia), il cognome della vostra famiglia (.rossi) o per argomenti (.casino - poteva mancare?).
E Google cosa ne farebbe dei suoi centinaia di domini registrati?



Quante siano le aziende disposte a sganciare quella somma non è lecito saperlo ed è comunque presto per sapere se la liberalizzazione da parte dell'ICANN sia poi un evento reale o venga fermato da qualche parte nel percorso di approvazione.

L'idea non è nuova. Per esempio le targhe automobilistiche in alcuni paesi possono essere personalizzate fino al punto in cui chiunque può scrivere il proprio nome come targa di circolazione. Ma anche in quel caso il costo è elevato (purtroppo non ne ricordiamo il prezzo).

Tuttavia, se da una parte la liberalizzazione potrebbe risolvere non pochi problemi, dando di fatto spazio alal creatività qualse elemento di sviluppo ulteriore della rete, dall'altra molti sollevano perplessità in merito all'enorme confusione che questo, nel tempo potrebbe generare, oltre alle questioni legate al copyright e, non ultimo, alla disparità di trattamento economico del diritto alla registrazione.
Se in parte è giusto calmierare l'accesso alla registrazione di un nuovo TLD, dall'altra i 100.000 $ sembrano un gradino d'entrata fin troppo elevato.

Link: Biggest Expansion in gTLDs Approved for Implementation
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