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Fantascienza? No, la vista bionica è in sperimentazione.

mer 05 marzo 2008 • Categoria: Concept & Progetti


La University of Washington ha realizzato delle lenti a contatto degne delle più futuristiche fantasie. In queste lenti è inserito in micro circuito stampato con la capacità di emettere luce.
Questo genere di tecnologia apre la porta a molte applicazioni possibili, comprese HUD (Head-Up display) e display immersivi.


Pensando a film come Terminator, ma non solo, questi occhi bionici in grado di 'zoommare' su oggetti molto distanti, di aprire poi finestre di dettaglio nel proprio campo visivo o di creare un mirino virtuale, sono all'ordine del giorno. E a quanto pare non sono effetti speciali da cinema!

Utilizzando uno strumento familiare come una lente a contatto, gli ingegneri dell'Università di Washington hanno per la prima volta utilizzato tecniche di produzione al microscopio per combinare una lente morbida flessibile e biologicamente sicura, con un circuito stampato.



Una vista virtuale dai molti usi.
Un pilota potrebbe vedere la velocità di un veicolo proiettata sul parabrezza, gli amanti dei videogames potrebbero immergersi totalmente nel mondo virtuale di gioco senza limitare la loro capacità di movimento (come avviene con i caschi immersivi - HUD). E chi è in viaggio (preferibilmente non al volante!) potrebbe navigare sul Web su uno schermo a mezz'aria che solo l'interessato è in grado di vedere.


Ma al di là delle possibili applicazioni, sicuramente più numerose di quelle citate, lo scopo dei ricercatori è mettere a punto la tecnologia di base e dimostrare che funziona perfettamente e in tutta sicurezza.

Una prima sperimentazione è già stata fatta su un gruppo di conigli che, dopo 20 minuti di utilizzo, non hanno evidenziato effetti negativi. Idealmente, mettere e togliere il proprio “occhio bionico” dovrebbe diventare semplice esattamente come inserire o rimuovere una lente a contatto qualsiasi, e senza registrare alcun tipo di fastidio o affaticamento per il suo utilizzo.


Le tecniche di produzione sono sofisticatissime si servono di strati di componenti elettronici sottilissimi ricoperti da strati di fogli di plastica flessibile sottili nanometri e tutto viene poi realizzato grazie a tecniche di micro-costruzione dette “self-assembly”.

Il prototipo non è al momento pensato per chi (come la sottoscritta) utilizza lenti correttive, ma non si esclude un utilizzo efficace anche su quel tipo di lenti.

Si pensa già ai futuri sviluppi infatti, compreso l'inserimento della connettività wireless da e verso la lente.

Tutto questo non arriverà presto al consumatore finale, ma una versione di base con un display a pochi pixel potrebbe essere operativa in tempi non troppo lunghi.

Link: Press Release
Via | Futurix
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