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Le strane anomalie dell'informazione italiana in rete.

Scritto da • ven 19 ottobre 2007 • Categoria: On-Line
In punta di penna
Oggi su Punto Informatico (unico sito che amplifica la notizia sconcertante per il mondo internet italiano scoperta da Civile.it e poi successivamente ripresa da tutti i più attenti siti di informazione, incluso i-dome.com) ha pubblicato una news che riguarda un disegno di legge soprannominata la Internet TAX.
L'antefatto.
In pieno agosto è stato sparato il siluro: una proposta normativa che se diverrà legge costringerà qualunque sito o prodotto editoriale, anche senza fini di lucro, a registrarsi al ROC. Il Consiglio dei Ministri ha già dato il via libera.
Ora, dopo poche ore esce un articolo medesimo su Repubblica.it, come terza notizia in prima pagina a firma di Aldo Fontanarosa.

Ci domandiamo.
Perché l'illustre giornalista non cita nel suo articolo le due fonti che ne hanno parlato e alle quali deve rivolgere un sentito ringraziamento per avergli permesso di dare la notizia sul suo autorevole quotidiano?
Nell'articolo di Fontanarosa viene riportato tutto, nei dettagli e nei particolari, tutto eccetto riferimento e fonti originarie.
Vuoi vedere che su GoogleNews (c'e' ancora qualcuno che lo usa?) l'articolo di Fontanarosa sarà in prima posizione?
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5 Commenti

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  1. Sfortunatamente non è la prima volta che accade una cosa del genere.
    A me sembra che più i siti sono "autorevoli" più evitino di citare le loro fonti.
  2. Vogliamo parlare delle volte che Repubblica o altri giornali hanno pubblicato materiale da wikipedia senza citare la fonte? Forse hanno paura di dire che usano quella fonte che spesso segnalano come inaffidabile?
    Su Wikipedia (anche quella italiana) c'e' una pagina dove sono segnalate queste violazioni della licenza d'uso...
  3. Ciao Edoardo. Puoi indicarci la pagina da te citata?
  4. Sto cercando, sono quasi sicuro che ci sia, ma forse mi ricordo solo di una discussione nella ML in cui si parlava di creare una pagina dove segnalare i "cattivi"..
    Cmq immagino che contattando direttamente il direttivo di WikiMedia Italia si possano avere riferimenti ad azioni di violazione della licenza.
  5. Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

    Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

    E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

    Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?

    In ogni caso conto sul buon senso di qualche politico e sulla sua opposizione a questo decreto così pericoloso per il mondo di internet. Alcuni hanno già preso posizione attraverso il proprio blog, per fortuna.

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